Abbiamo rivolto alcune
domande all’autore del libro di successo ‘Labirinti’ (Bevivino Editore), il
secondo di una pentalogia da lui scritta. Gianfranco Pecoraro, studioso di
simbolismo nonché attuale direttore del mensile Hera, illustra in questa
intervista ciò che già abbiamo letto e ciò che ancora dobbiamo leggere.
1)- Gentile Gianfranco,
anzitutto io e i nostri lettori siamo curiosi di sapere come nascono i
personaggi dei tuoi libri, dalla vita vera o dalla fantasia?
In primo luogo vorrei precisare che la serie iniziata con “Il volo del
Pellicano” non consta solo di cinque libri, ma in realtà qualcuno in
più. Ma, per rispondere alla domanda, posso affermare che il 90% dei fatti e
personaggi dei miei romanzi proviene da esperienze da me vissute e persone
da me incontrate o fa fatti storici da me verificati con certezza.
2)- Come definiresti il
genere dei tuoi libri appena pubblicati, intendo dire c’è più esoterismo,
più thrilling, più romanzo o hai saputo coniugarli tutti? Era questo il tuo
intento?
La definizione più esatta sarebbe “romanzi simbolici” perché essi sono una
traduzione narrativa della mia ricerca sugli studi simbolici e tradizionali
che va avanti da qualche decina d’anni. La vicenda narrativa risponde alla
verità che è in primo luogo la vita reale, di cui un romanzo è lo “speculum”,
ad essere intessuta completamente di simboli che ripetono il passato,
contemporaneamente creando un presente assolutamente inedito, per
proiettarsi in un futuro, sempre imprevisto e imprevedibile. Anche i romanzi
e le vicende che sembrano non avere simboli, ne sono pieni anche se in forma
più inespressa.
3)- Nel primo libro, ‘ Il
Volo del Pellicano’ uscito nel 2007, incontriamo alcuni personaggi che sono
presenti anche nel secondo, ‘Labirinti’, uscito qualche mese fa. In
particolare Giulio Cortesi è il protagonista che, dapprincipio ignaro di un
mondo ‘di simboli’, deve suo malgrado entrarvi per risolvere molte
situazioni che lo riguardano da vicino. Un invito a ciascun lettore a non
stare alla superficie delle cose?
Nessuno riesca a stare solo sulla superficie delle cose. La “vita profonda”
ci accomuna tutti, l’unica differenza è negli stati di consapevolezza che
ognuno di noi raggiunge.
4)- Lo studio del
simbolismo può dunque aiutare l’uomo moderno a vivere più coerentemente?
L’uomo misura la realtà guardando fuori da sè, osservazione, ma la comprende
guardando dentro di sé, introspezione, i simboli sono un cannocchiale che, a
seconda di come lo poni, ingrandisce o rimpicciolisce il mondo esterno.
5)- Il Labirinto è una
struttura che si presta a diverse interpretazioni, a diversi contesti
(metaforici, astratti o tangibili) e molto è stato scritto in merito. In
particolare, uno dei maggiori esperti nel campo, Paolo Santarcangeli, ha
scritto una frase che reputo stimolante: “Il labirinto è gioco anche e
soprattutto nel senso che è un indovinello”. Concordi?
Il testo del Santarcangeli è la bibbia per chi si occupi di tale tema
simbolico. Io stesso l’ho citato diffusamente nel romanzo in oggetto. Ma la
definizione, una delle tante, di Santarcangeli andrebbe interpretata,
indovinello è nel senso di domanda ...
6)- Fulcanelli invece ebbe
a dire che “ il più celebre dei labirinti antichi,quello di Cnosso a Creta,
che fu scoperto nel 1902 dal dottor Evans,di Oxford,era chiamato Absolum. A
questo punto, faremo notare che questa parola è assai vicina a quella di
Absolu(Assoluto), nome con il quale gli antichi alchimisti indicavano la
pietra filosofale”. Perle di saggezza?
La relazione del Labirinto con il Lapis Exillis è chiara ma non è
esaustiva di quanto volesse dire Fulcanelli. In realtà la preposizione ab,
unita al termine solum è eloquente riguardo ad uno dei veri segreti
dell’antica confraternita di cui l’autore de I Misteri delle Cattedrali,
era esponente di altissimo grado ...
7)- La trama di
‘Labirinti’ si svolge tra Milano e Treviglio, in provincia di Bergamo. Qui
tu collochi una misteriosa villa, depositaria di un tremendo segreto, che
Giulio Cortesi riuscirà alla fine a svelare. Possiamo interpretare questa
casa come il centro del labirinto, ove tutto è originato e ove tutto
converge?
Lo so che su questa villa sei sempre stata curiosa, ed io, come sempre, ti
rispondo che esiste davvero, ma poi aggiungo per te e per tutti gli amici
che ci stanno leggendo, che nel libro ci sarebbero anche tutti gli elementi
per cercarla e trovarla...
8)-Che importanza hanno,
in questo libro rispetto al precedente, le figure degli eloquenti Mercurio
(il professore), Ammonio Solfo (l’architetto) e Sale (il frate cistercense)?
Mi è sembrato che Giulio Cortesi, dopo essere stato ‘iniziato’ a dovere ne
‘Il volo del Pellicano’, qui agisca molto più autonomamente….E’ così?
Nelle fasi alchemiche gli elementi operatori agiscono sulla materia, l’uomo
che diviene eroe, Enea o Giulio, a volte in modo visibile, altre in modo
nascosto, ma sempre con l’umiltà del mezzo e non con la prosopopea del fine.
9)- Il Labirinto è il
passaggio obbligato del Pellicano?
Le tuniche nere degli antichi Rosa+Croce avevano disegnato un Pellicano al
centro di un Labirinto, mentre quelle rosse avevano la Rosa al centro della
Croce, due aspetti della stessa verità ...
10)- Il nostro
protagonista evolverà ancora verso la Conoscenza o subirà una ‘battuta
d’arresto’, lo puoi anticipare? Quando è prevista l’uscita del terzo libro
della serie?
La vera Conoscenza è Consapevolezza e non si sviluppa nè secondo la
ciclicità mistica, i manvantara dei Veda, nè secondo la progressività
scientifica, le fasi evolutive darwiniane, è un fiume sotterraneo placido,
ma inarrestabile. L’uscita del terzo libro avverrà ad inizio estate.
11)- Un’ ultima domanda.
Trovi qualche associazione tra la figura del labirinto e quella della
triplice cinta? E nel loro possibile significato, si intrecciano o
divergono?
La triplice cinta esprime una verità storica precisa, che tuttavia a sua
volta deriva dallo stesso principio rivelato dal labirinto.
Grazie al dr. Carpeoro e
auguri per il prossimo libro, dunque! Ricordiamo che il sito dell'Autore si
trova al link: www.carpeoro.it